201701.30
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VIOLENZA DI GENERE: ESPERIENZE A CONFRONTO

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e della Dr.ssa Vanessa Bellucci.
Ancora una volta le pagine di cronaca hanno documentato violenze perpetrate in danno alle donne. Una a Rimini, sfregiata con l’acido e l’altra a Messina data alle fiamme.
La prima, una giovane donna di 28 anni, aveva già denunciato il suo ex-compagno ottenendo l’emissione di una misura cautelare da parte del P.M.; nonostante il divieto di avvicinamento, l’uomo ha aspettato la vittima sotto casa e l’ha aggredita sfregiandole il volto con l’acido e compromettendo le capacità visive della stessa. Il carnefice ha agito con premeditazione; nell’abitazione dello stesso infatti sono stati rinvenuti numerosi contenitori di sostanze corrosive.
A Messina, invece, una ragazza di 22 anni ha aperto la porta al suo carnefice/ex fidanzato che l’ha cosparsa di benzina e le ha dato fuoco. Ha riportato ustioni gravi sul 13% del corpo. L’accusa, sostenuta da elementi probatori schiaccianti, è quella di tentato omicidio aggravato dalla crudeltà.
Il dato significativo che emerge ormai chiaramente, è il costante aumento del numero di violenze sulle donne e la ferocia con cui vengono messe in atto.
Quello che invece colpisce dall’analisi dei casi riportati è la diversa reazione delle vittime dell’aggressione.
Nel caso di Rimini, la donna, già prima dell’ultima aggressione, aveva denunciato i comportamenti dell’ex-compagno; denuncia che purtroppo a nulla è valsa per garantire l’incolumità alla stessa.
Invece, nel caso di Messina, l’atteggiamento della vittima verso il suo carnefice è stato tutt’altro. La ragazza aggredita, infatti, ha sin da subito difeso il suo ex-fidanzato, nonostante le prove raccolte dagli inquirenti a carico dello stesso fossero schiaccianti.
La donna ha evidentemente sviluppato un’insana forma di dipendenza dal partner…una dipendenza dalla violenza! Per questo combatte per una realtà che, al momento, solo lei vede.
Da un lato, dunque, troviamo una donna che ha cercato in tutti i modi di liberarsi di un rapporto malato e pericoloso. Dall’altro una donna vittima, prima ancora che della violenza fisica, di un’insana forma di dipendenza dal proprio carnefice; una donna che confonde la violenza e l’odio con l’amore!
E’ sull’onda di questa serie di aggressioni in costante aumento che nasce il progetto #PerTeUomo che la Onlus Studiodonne sta realizzando in questi giorni. L’obiettivo è quello di riconoscere e curare le forme di dipendenza legate alla violenza per liberare le donne, ma anche gli uomini maltrattanti, da ogni aggressione fisica o psichica. Lo scopo è perseguito con l’ausilio di esperti psicologi, terapeuti e professionisti del settore legale.
Per avere maggiori informazioni contattaci all’indirizzo email info@studiodonne.it.

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