Separarsi a Roma
Amarsi a Roma prima ancora di separarsi presenta alcune difficoltà non sempre compensate dalla magia della città capace di regalare angoli senza fiato.
Il Pincio è uno di questi: da Piazza Barberini si sale su Via Sistina fino ad arrivare alla Piazza che guarda dall'alto Piazza di Spagna. Chioschi di disegnatori e cielo spesso terso favoriscono l'innamoramento che resta a bocca aperta dal parapetto di fronte all'Accademia francese dove la città ti guarda.
Ma anche il Granicolo, da Via Dandolo a Trastevere. O l'attraversamento di Villa Borghese fino a Piazza del Popolo e altro che si trova su ogni guida. O l'Aventino con alberghi nascosti in Ville antiche nobiliari che evocano antichi fasti. Dependance riattate con arabi bagni in mosaico e vasche incassate nella terra avvolgono gli innamorati o innamoransi che arrivano da fuori o che abitano nella città spesso ignari di tanta bellezza.
Ma dopo i primi passi le difficoltà di costruire una relazione matura dove i progetti si possono realizzare, non è cosi semplice.
Si lavora tardi, nessuna stabilità lavorativa, la casa, se non ci sono le famiglie a regalarla, diventa il primo problema per non restare agganciati ai genitori di origine. Dunque ci si sposa tardi per difficoltà economiche, i figli arrivano in età mature spesso. Le modalità per garantire una serenità familiare nella gestione ordinaria di una famiglia romana dove i due coniugi lavorano, sono faticose.
E spesso non si ha la forza e la pazienza di affrontare ogni difficoltà giornaliera dopo un'intera giornata al lavoro, un'ora di metro , pagamenti scadenze. E si arriva all'inevitabile conflitto.
Separarsi a Roma sembra un controsenso. Milioni di persone arrivano qui per coccolare l'amore e non farlo finire mai accompagnati dalle luci del Cupolone o dalle finestre del Colosseo. Eppure è cosi. Ci si separa anche a Roma, anzi a Roma sembra diventare più difficile e soprattutto più faticoso. Vediamo perchè:
Una separazione comincia dentro le mura di casa: due persone, finite le particelle chimiche e tutto il bello che li ha portati insieme, cominciano a vedere solo i brutto dell'altro. E senza accettare costruttivamente questa realtà, cominciano a chiedere, pretendere e obbligare l'altro al cambiamento. Naturalmente il destinatario del triste progetto non è mai d'accordo perché non lo ha deciso in autonomia.
A questo punto è facile prevedere il percorso: l'affettività/amore è compromessa e deve essere sanata e compensata con tutta una serie di ripicche, pretese economiche e dilaniamenti personali: non hai fatto quello che volevo? Allora eccoti la pariglia. E allora case pretese, figli contesi ed utilizzati e mantenimenti oggetto di lite.
In una città come Roma, cara, affollata e difficile da organizzare, tutto questo diventa esponenziale nella fatica.
Cosa succede:
1. La casa: primo scoglio è lasciare la casa.
A Roma gli affitti o gli acquisti sono insostenibili; nel I Municipio (Centro Storico) ma anche al XX (Roma Nord) o Prati un monolocale costa € 800/1000 e non consente al genitore che lascia al casa di ospitare i figli. Un bilocale da 1200 a 1500 euro . I guadagni nella capitale non si triplicano in relazione alle spese. Dunque un insegnante a Roma guadagna quanto a Luino o in altre piccole città. Non può farcela.
In periferia non cambiano molto le cose, perché solitamente una coppia ha comprato una casa con un mutuo contestato spesso a tasso variabile. Cosa fa quello che va via e come, quello che resta, paga da solo? Spesso questo favorisce le separazioni in casa tra coniugi che non riescono a lasciare l'immobile e a prenderne un altro. I coniugi dunque si concentrano sulla prima problematica economica rilevante: la casa e lottano per l'assegnazione che viene attribuita al genitore che vive con il figlio.
2. Il mantenimento in favore dl coniuge e dei figli : secondo step difficile: a Roma gli stipendi della middle class si aggirano intorno ai € 1200/1500,00 mensili fino ad arrivare ad un max di € 2.000,00 mensili.
Considerato che una casa costa minimo € 800,00, nel primo caso restano € 700,00 di cui un terzo è relativo al mantenimento. Con il residuo devono essere pagate tutte le spese …. difficile separarsi a Roma se non si comprendono le reciproche necessità. Nella fascia alta dei ricchi invece le problematiche diventano difficili da sistemare emotivamente. Anche li il denaro diventa una forma di ricatto necessaria per potere mantenere un controllo l'uno sull'altro soprattutto quando c sono figli le cui necessità sembrano solo essere economiche evitando di considerare l'affettività. Quando il fenomeno viene preso in considerazione la famiglia delega all'esterno senza curarsi dell'importanza del ruolo genitoriale.
Il diritto di visita poi a causa delle difficoltà logistiche date dal traffico e dalla lontananza spesso delle abitazioni, è motivo di conflitto per il genitori e di disagio per i ragazzi.
Il percorso nella separazione
Si raggiunge un avvocato ma solo con il progetto di litigare strenuamente per raggiungere il massimo dei risultati: sull'assegnazione della casa, sul diritto al mantenimento e sul diritto di visita nei confronti dei figli. Mai per trovare una accordo che non penalizzi i minori e i loro interessi. Loro sono quelli che soffrono di più in assenza di una conciliazione, visto che devono essere rimpallati tra una residenza e l'altra dei genitori che, se lontani nelle abitazioni, passano i tempo in auto per accompagnarli riportarli e starci insieme. L'accordo favorirebbe un accorpamento dei giorni, una stabilità per i piccoli in una casa e in un'altra, un equo mantenimento e una condivisione nei rapporti tra i genitori oltre che un risparmio delle spese legali da versare in una separazione consensuale.
Ma la cosa più importante è il risparmio di energie che una città come Roma brucia se i rapporti sono conflittuali: infatti due genitori che si separano duplicano le spese, le abitazioni le auto e la vita sentimentale se si considera che potrebbero ciascuno rifarsi una vita: in una provincia tutto questo è più semplice: le distanze sono brevi gli affitti sono più umani e la logistica è alla portata di tutti. Ma Roma no. Roma ti fagocita con il traffico, con le case alle stelle, con le scuole che non sempre garantiscono ovunque una buona istruzione.
Dunque l'organizzazione pratica è fondamentale e l'accettazione del cambiamento della propria situazione sentimentale pure Il percorso più efficace sarebbe quello di:
1. prendere atto che non ci sono più presupposti per restare insieme accettando i diversi punti di vista; non farsi accecare dal progetto ideale che non ha funzionato, guardare la realtà e dare le priorità di valore giuste: i figli al primo posto senza utilizzo e strumentalizzazione e comprensione reciproca per non distruggersi economicamente tenendo conto che entrambi i genitori sono necessari alla formazione spirituale del minore. Se uno dei due viene a mancare o viene colpito anche economicamente troppo, il figlio ne soffrirà prima o dopo.
2. rivolgersi a un avvocato che stimoli il raggiungimento di un accordo fornendo soluzioni a quelle proposte dai coniugi o dalle coppie di fatto in caso di minori;
3. firmare un accordo e affidarsi a bravi professionisti che possano seguire la coppia anche durante al separazione nel progetto di condivisione che al legge54 del 2006 prevede.
4. terapia di mantenimento per garantire l'esatta esecuzione dell'accordo.
Lo Studiodonnne dell'Avv. Maria Luisa Missiaggia in Roma, Via Veneto, 108 considera quanto sopra detto come deontologicamente necessario per realizzare un buon risultato tra i coniugi e le coppie in generale nella convinzione che sono con una crescita educativa personale si riesce ad affrontare ogni ostacolo che la vita propone ad ognuno di noi.
E il privato è la zona dove meglio che altrove possiamo verificare se abbiamo lavorato bene nella nostra vita equilibrando affettività e razionalità.