PADRE CONDANNATO A RISARCIRE 80.000,00 EURO PER DANNO ESISTENZIALE PER OMESSA CURA DEL FIGLIO

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Sentenza del Tribunale di Roma I Sezione Giudice Serrao

A conferma della Sentenza di Venezia di alcuni anni fa, Roma condanna un padre al risarcimento del danno esistenziale per aver omesso di prendersi cura del figlio e non aver contribuito al mantenimento del figlio. Che riceve un risarcimento del danno esistenziale per essere stato abbandonato ed ignorato dal padre.

 

Danno esistenziale

 

Il danno esistenziale

Il danno esistenziale è definibile come il danno arrecato all’esistenza, cioè quel danno che si traduce in un peggioramento della qualità della vita, pur non essendo inquadrabile nel danno alla salute.

Lo si è definito anche come “il danno alle attività realizzatrici della persona umana”, “il perturbamento dell’agenda quotidiana”, “la rinuncia forzata ad occasioni felici”; è quindi la lesione alla possibilità di accedere a tutti gli intrattenimenti e a quelle attività tipiche che realizzano la persona umana, fatta eccezione per le attività illecite o immorali.

Il caso

Verso gli inizi/metà degli anni “90, a Roma, un calciatore di buon livello intreccia una love story con una modella; ” e dopo nove mesi è nato un bel bambino”, come dice la famosa canzone di montagna (che prosegue, ma non è il nostro caso: “invece di latte beveva vino ed era figlio del vecchio alpin”).

La storia d’amore finirà presto, l’uomo va poi a vivere a Milano, continua a giocare in un club illustre, più tardi inizierà a fare l’allenatore, guadagnerà un sacco di soldi: si rifà una famiglia, legittima, ha altri cinque figli. In tutto questo tempo non si occupa praticamente di quel primo suo bambino, che ha comunque provveduto a riconoscere. Fa tutto quanto la madre, che è restata ad abitare a Roma e che segue il figlio sotto ogni aspetto. Il padre, per la verità, versa abbastanza soldi per il mantenimento del ragazzo; si disinteressa però dello stesso, dal punto di vista affettivo ed educativo, non lo incontra praticamente mai, si opporrà più tardi anche a una richiesta di affidamento condiviso.

La decisione

Questa accorta sentenza romana del giudice E. Serrao accoglie, sotto i profili sia del danno esistenziale sia del danno morale, la richiesta di risarcimento del danno avanzata dal figlio, per un totale complessivo di 80.000 euro. Ecco il cuore della pronuncia:” il desiderio di incontrare il padre non ha manifestato sintomi di alienazione parentale; ma tali argomenti appaiono idonei anche a dimostrare che la lesione del diritto fondamentale del minore a ricevere cure e affetto dal padre naturale sia connotata da gravità tanto per la durata quanto per l”elemento soggettivo, non potendosi condividere l’assunto di parte convenuta per cui i gravosi impegni legati all’attività di calciatore professionista del padre costituiscano una valida giustificazione al comportamento di quest’ultimo”.

Poste queste premesse, si può presumere secondo comuni regole di esperienza che il comportamento paterno abbia ingenerato nel figlio sia una sofferenza morale sia un vero e proprio danno esistenziale da privazione del rapporto parentale, inteso come quell’insieme di comportamenti nei quali si manifestano l’affetto, l’attenzione e l’educazione di un genitore.

Sintesi

La giurisprudenza ha quindi messo un freno a tutti i padri che non hanno fatto parte della vita dei figli. Secondo i Giudici nessun motivo giustifica l’assenza di un padre. E non è una giustificazione aver versato l’assegno di mantenimento puntualmente, è neanche riconoscere un figlio nato da una precedente unione. Un genitore deve avere la responsabilità della crescita del figlio non solo secondo l’aspetto economico ma soprattutto verso l’aspetto morale. Il Giudice nel caso specifico condanna il padre, che è stato completamente assente durante il corso della vita del figlio. In questo modo ha leso il diritto della bigenitorialità, il diritto che dà la possibilità di crescere un figlio da entrambi i genitori.

Anche il Tribunale di Matera accoglie la richiesta del figlio a vedersi risarcito il danno per non vedersi riconosciuto come figlio dal padre. In tal caso ottiene 20.000,00 euro di risarcimento.

La violazione degli obblighi genitoriale sussiste anche nel caso in cui venga a mancare la cura affettiva a cui il figlio ha diritto a prescindere dall’assistenza economica del mantenimento.

Peraltro considerato che il danno esistenziale è in re ipsa, basterà provare la omessa cura e la mancata frequentazione oltre al disinteresse del genitore, per vedersi accolta la richiesta di risarcimento.

Lo Studio Missiaggia che si occupa di problemi legati alla famiglia, fornisce supporto in tema di separazioni e divorzi e rapporti genitori-figli tramite consulenza legale online.

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia

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