201704.05
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NO ALL’ASSEGNO DIVORZILE SE NON C’E’ MANTENIMENTO

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e della Dr.ssa Vanessa Bellucci.

L’articolo 5 comma 6 della legge 898/1970 (legge sul divorzio), stabilisce che: “con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi, e valutati tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio, dispone l’obbligo per un coniuge di somministrare periodicamente a favore dell’altro un assegno quando quest’ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive”.

Il prevalente orientamento giurisprudenziale in materia ritiene che la natura dell’assegno divorzile sia di tipo assistenziale. Ciò vuol dire che il presupposto per l’attribuzione del diritto stesso è lo stato di bisogno del coniuge. Tuttavia con tale ultima espressione non deve intendersi l’impossibilità del coniuge di provvedere alla propria sopravvivenza, quanto piuttosto l’impossibilità dello stesso di reperire autonomamente, e per ragioni oggettive, i mezzi che consentano allo stesso di mantenere il medesimo tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.

Il caso preso in esame dalla Corte di Cassazione (sent. 23079/2013) relativa alla richiesta di assegno divorzile di un coniuge ha preso in considerazione oltre ai requisiti già citati, anche altre due circostanze: la prima relativa al fatto che alcun assegno di mantenimento in favore del coniuge è stato disposto in sede di separazione; la seconda relativa alla mancata concessione del suddetto assegno anche in sede di modifica delle condizioni di separazione, non rilevandosi alcun peggioramento della condizione economica del richiedente.

Nel caso di specie, dunque, la Corte di legittimità ha respinto la domanda della ricorrente, ritenendo che la mancata concessione dell’assegno di mantenimento ed il rigetto del ricorso di modifica delle condizioni di separazione siano prova del fatto che il coniuge richiedente abbia mantenuto lo stesso tenore di vita goduto in costanza di matrimonio anche in seguito alla separazione.

Circostanza quest’ultima che, ai sensi della normativa sopra riportata, nega il diritto al richiedente di ottenere il riconoscimento di un assegno divorzile.

Ne consegue che  la mancata concessione di un assegno di mantenimento in fase di separazione costituisce elemento valutabile per rigettare la richiesta di assegno divorzile unitamente alla sussistenza di altri elementi quali il tenore di vita conservato.

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