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Mantenimento diretto figli. No al versamento all’altro coniuge

by in News

Cosa è il Mantenimento diretto

E’ una forma di assistenza economica con cui il genitore separato contribuisce al mantenimento dei propri figli, non versando un assegno periodico, ma provvedendo direttamente alla soddisfazione delle loro esigenze di vita quotidiana (es. comprare vestiti, materiale scolastico ecc…).

E’ chiaro che il genitore debba essere capace di provvedere in misura adeguata alle esigenze del figlio anche trovando accordi con l’altro in un piano di condivisione. L’obiettivo del mantenimento diretto è quello di riuscire a garantire una bigenitorialità attraverso l’attivismo di entrambi i genitori che provvedono in via autonoma alle necessità del figlio.

Tale istituto evita il passaggio di denaro dal genitore non collocatario, di solito il padre alla madre del figlio evitando frustrazioni per chi si senta solo un “bancomat” nella vita del minore.

In ogni caso non è automatico il mantenimento diretto se non con un accordo tra le parti. La magistratura infatti tende nella maggioranza dei casi a disporre un mantenimento proporzionale alle proprie sostanze reddituali ed ai tempi di permanenza ed accudimento nei confronti del figlio. E ciò pur tenendo conto del fatto che  “l’art. 155 c.c., riformato, nello stesso secondo comma in cui prevede in via prioritaria “la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori”, dispone che il giudice fissi “altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento…”, così conferendo allo stesso giudice un’ampia discrezionalità, sempre ovviamente “con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale” della prole” (Cass. n. 785/2012).

Il minore beneficiario di mantenimento diretto, infatti, continua ad avere dei legami forti sia con la madre che con il padre, ricevendo da entrambi il sostegno necessario direttamente e concretamente.

Il collocamento diretto è una forma di mantenimento che può essere disposta sia nei casi di collocamento paritario presso ciascun genitore, sia nei casi in cui venga stabilito il collocamento prevalente presso uno di essi.

Tuttavia tale istituto ha trovato ad oggi scarsa applicazione poiché i genitori preferiscono sempre avere la certezza di dover ricevere o pagare una precisa  somma periodica, stabilita dal giudice, su cui poter contare per soddisfare le esigenze dei figli.

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia.

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