Le cartelle di pagamento possono essere dichiarate nulle se notificate tramite la posta: recenti sentenze della Commissione Tributaria rafforzano la tutela dei diritti e la difesa del contribuente nei confronti di Equitalia
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Le cartelle di pagamento possono essere dichiarate nulle se notificate tramite la posta: recenti sentenze della Commissione Tributaria rafforzano la tutela dei diritti e la difesa del contribuente nei confronti di Equitalia

Avv. Marialuisa Missiaggia e Virna Maci


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Commissione Tributaria di Milano, sentenza n. 264 del 14 giugno 2010.

La CT di Milano del 2010 ribadisce che la notificazione prevista agli artt. 137 cpc e segg.,  a differenza della semplice comunicazione (art. 136 c.p.c),  spetta soltanto a determinati e qualificati soggetti tassativamente previsti dalla Legge, più volte menzionati, ovvero:
a) l’ufficiale giudiziario;
b) i quattro tipi di soggetti abilitati già citati (art. 26, comma 1, parte prima DPR 600/73)
c) gli ufficiali finanziari; 
d) i messi specializzati dall’Amministrazione finanziaria.
 L’onere di provare la legittimità del soggetto notificante spetta sempre all’Amministrazione Finanziaria e di conseguenza soltanto la Legge conferisce  la legittima investitura per il legittimo esercizio dei poteri di notifica.
In conclusione la notifica effettuata da soggetti diversi da quelli sopraelencati è inesistente e rende nullo l’atto notificato.

Vediamo se trattasi solo di cartelle esattoriali su tributi o per analogia estensibile anche a cartelle esattoriali su sanzioni amministrative.

Il caso
Il caso in esame verte sul ricorso presentato da un contribuente in data 18.6.2009 innanzi alla Commissione Tributaria di Milano contro l’Agenzia delle Entrate, con oggetto l’impugnazione di una cartella emessa per il mancato pagamento di imposte pari ad Euro 106.535,20.
Parte ricorrente eccepiva la inesistenza giuridica della notifica dell’impugnata cartella contestando all’Ufficio di non aver osservato le norme dettate in materia di regolarità nella notificazione della cartella di pagamento a mezzo posta.

Nel caso di specie, la Commissione giudicante, su ricorso di parte, nell’interpretare le norme giuridiche dettate in materia di notifica a mezzo posta delle cartelle di pagamento su tributi, con una chiara lettura della norma procedurale ex art. 26 DPR 602/73, afferma senza dubbio alcuno che l’omesso rispetto del procedimento di notificazione da parte dei predetti soggetti legittimati, vanifica in toto la ritualità della notifica stessa e dunque impedisce al contribuente di averne l’esatta conoscenza.

Ed infatti la notificazione della cartella di pagamento sempre su tributi, ai sensi dell’art. 26 primo comma del D.P.R. n. 602/1973, deve essere eseguita in via esclusiva dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati nel rispetto delle norme di legge, ovvero, previa eventuale convenzione con il Comune, dai messi comunali o dagli Agenti della Polizia municipale. Esclusi i soggetti privati non abilitati .

La pratica evidenzia come la maggioranza delle notificazioni sia riservata agli ufficiali della riscossione.

A tal riguardo, occorre rilevare che l’art. 14, comma 1, della l. n. 890/1982 prevede che “la notificazione degli avvisi e di ogni atto tributario devono essere notificati al contribuente devono avvenire con l’impiego del plico sigillato e può eseguirsi a mezzo posta direttamente a cura degli ufficiali giudiziari, dei messi comunali, ovvero dei messi speciali autorizzati dall’Amministrazione finanziaria, secondo le modalità previste dalla presente legge”.
In merito alla notificazione a mezzo del servizio postale, la Cassazione inoltre ha affermato che “le notifiche degli atti tributari non possono essere effettuate mediante l’ausilio di corrieri privati concessionari del servizio postale. L’esecuzione delle notifiche va eseguita tramite il c.d. “servizio postale  universale”, posto che le formalità finalizzate a dare certezza alla spedizione dell’atto ed al suo ricevimento da parte del destinatario costituiscono un’attribuzione esclusiva degli ufficiali postali e degli agenti e impiegati addetti (i quali sono pubblici ufficiali)” (Cass. 7 maggio 2008, n. 11034). 

Il Legislatore, inoltre, al fine di garantire al notificatario l’effettiva possibilità di una tempestiva e oggettiva conoscenza dell’atto  notificato e, quindi, l’esercizio del suo diritto di difesa, ha ritenuto opportuno estendere – come espressamente disposto dall’ultimo comma dell’art. 60 del d.P.R. N. 600/1973 -  la normativa del codice di procedura civile alla procedura della riscossione. Così operando, ha comportato pure l’applicazione dell’art. 160 c.p.c. secondo cui “la notificazione è nulla se non sono osservate le disposizioni circa la persona alla quale deve essere consegnata la copia o, se vi sia incertezza assoluta sulla persona a cui è fatta o sulla data salva l’applicazione degli articoli 156 e 157 c.p.c.”.

Ma cosa accade alla notifica delle cartelle esattoriali su sanzioni amministrative?
In ordine alla notifica di cartelle esattoriali su sanzioni amministrative la nullità e/o inesistenza attiene al momento in cui la notifica è stata effettuata da soggetti privati. Dice la Suprema Corte, con la sentenza n. 20440 del 21 settembre 2006, in tema di sanzioni per violazione delle norme del C.d.S , che va considerata come inesistente “e quindi omessa, la notifica degli estremi di una violazione al C.d.S. che venga affidata dall’ufficio cui appartiene l’organo accertatore ad un’agenzia privata concessionaria ed eseguita dai dipendenti della medesima  agenzia, con la conseguente estinzione dell’obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione”.

Tale pronuncia si basa sul dettato normativo di cui all’art. 201 del C.d.S. che chiaramente, senza lasciare alcun dubbio interpretativo, individua tassativamente i soggetti ai quali viene demandato il compimento della notificazione di un verbale di accertamento di violazione delle norme del C.d.S., ovverosia viene stabilito che alla notificazione  “si provveda a mezzo dei messi comunali o di un funzionario dell’amministrazione che ha accertato la violazione con le modalità previste dal codice di procedura civile, ovvero a mezzo della posta, secondo le norme sulle notificazioni a mezzo del servizio postale”.  

Dall’analisi delle norme richiamate, sulla base di quanto confermato dalla giurisprudenza di merito e di legittimità, si desume che la notificazione degli atti rappresenta una fase procedurale molto delicata, in quanto la notifica rappresenta il primo e principale atto dell’intero procedimento con il quale il destinatario viene a conoscenza dell’atto a  lui indirizzato.

Tale attività va esperita osservando scrupolosamente le regole imposte dal codice di procedura civile; in particolare, dalla lettura della norma ex art. 137 c.p.c. si ricava che, titolare della notificazione, è unicamente il soggetto abilitato dalla Legge, in primis l’ufficiale giudiziario, sicchè qualora detta attività risulti essere svolta da un soggetto diverso da quello incaricato ne consegue un vizio d’origine del procedimento tale per cui rende inesistente la notificazione con la conseguente estinzione dell’obbligazione pecuniaria.

Pertanto, sempre ai fini della validità della procedura di notificazione, occorre che anche quella per mezzo postale venga eseguita nel rispetto delle formalità prescritte nell’art. 137 c.p.c., ovverosia è necessario che al momento della notificazione siano presenti tutti gli elementi soggettivi ed oggettivi  richiamati dalla legge, senza i quali l’atto notificato difetta di indispensabili requisiti di forma, necessari per legittimare e rendere valida l’intera procedura di esecuzione.

TESTO DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE PROVINCIALE DI MILANO



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