Morgan e il pignoramento della casa

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L’obbligo di mantenimento verso la prole.

Ai sensi dell’art 147 c.c. e dell’art. 30 Cost. è obbligo dei genitori mantenere, istruire e ed educare i figli (sia di quelli nati nel matrimonio che di quelli nati al di fuori dello stesso).

Tale obbligo comprende il dovere di fornire alla prole quanto necessario per la vita di relazione nel contesto sociale in cui sono inseriti, in relazione alle disponibilità economiche dei genitori.

Il genitore che viola tale disposizione normativa in merito al contributo per il mantenimento dei figli, si troverà a dover far fronte a conseguenze sia sul piano civile che penale. Sotto quest’ultimo profilo il rimedio è quello stabilito ex art. 570 c.p. che prevede la pena della reclusione fino ad un anno; mentre in campo civilistico, normalmente, per ottenere il pagamento di quanto dovuto si avvia una procedura esecutiva per il pignoramento dei beni del debitore.

Il caso.

Il caso che di recente ha risvegliato interesse per l’argomento è quello del noto personaggio televisivo, Morgan.

Il cantante, accusato di non versare il mantenimento alla figlia avuta con Asia Argento ha subito un pignoramento immobiliare e rischia oggi che la sua abitazione venga venduta all’asta.

A fondamento della procedura esecutiva a carico del padre inadempiente, vi è una pronuncia del Tribunale per i Minorenni di Roma del 2010, che obbligava Morgan a corrispondere un assegno di mantenimento di € 2.000,00 ad Asia Argento per il sostentamento della figlia minore. Risulta agli atti che il cantante non paghi tali somme già dal mese di marzo 2011.

Lo stato di benessere economico della madre della minore, non esonera il padre a provvedere ai bisogni della figlia mediante assegno divorzile alla moglie, anche qualora quest’ultimo versi in condizioni di difficoltà economica.

La giurisprudenza.

Pronunce conformi della Suprema Corte (Cass. 15432/2016), hanno infatti spiegato che l’obbligo di mantenimento non viene meno neppure ove sia sopravvenuta la perdita di lavoro del soggetto. Ciò si spiega avendo considerazione della natura di tale obbligo, che nasce per assicurare i mezzi di sostentamento a chi è più debole economicamente, ed ha, pertanto, carattere assistenziale. Lo stato di disoccupazione del soggetto tenuto a versare il mantenimento non incide dunque sul suo “dovere” che resta tale, e che, ove non adempiuto, determinerà la configurazione di una ipotesi di reato (ex art. 570 cp.). Il fine di tali pronunce, che si pone in linea con le precedenti, è quello di evitare la creazione di scusanti da parte di chi vorrebbe sottrarsi ai propri doveri adducendo a sua giustificazione la semplice perdita di lavoro. La revoca dell’assegno divorzile, secondo la sentenza della Cassazione, avviene solo ove la condizione economica determini un’impossibilità assoluta, oggettiva, persistente ed involontaria.

Lo studio Missaggia è specializzato da oltre vent’anni nel diritto di famiglia e si occupa di separazione e divorzio offrendo servizio di consulenza legale.

 

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e della Dr.ssa Vanessa Bellucci.

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