IL MATRIMONIO TROPPO BREVE ESCLUDE IL DIRITTO AL MANTENIMENTO

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Se il matrimonio ha una durata troppo breve scatta in ogni caso il diritto del coniuge economicamente più debole a percepire l’assegno di mantenimento?

Su tale quesito si è pronunciata in senso negativo la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 402 del 10 gennaio 2018.

I giudici di legittimità, infatti, hanno stabilito che se il matrimonio troppo breve non ha permesso alla coppia di instaurare un vero rapporto affettivo, poiché evidentemente si è sposata per mero interesse economico, l’assegno va negato.

 

 

I precedenti giurisprudenziali

La giurisprudenza della Cassazione sulla rilevanza della durata del matrimonio ai fini dell’attribuzione dell’assegno nella separazione e nel divorzio è costante nell’affermare che la durata del matrimonio influisce sulla determinazione della misura dell’assegno, ma non anche sul riconoscimento dell’assegno stesso, ma fanno eccezione a questa regola i casi in cui non si sia verificata alcuna comunione materiale e spirituale tra i coniugi per la troppo breve durata del vincolo.

 

Il caso

C. è alto ufficiale dell’esercito USA e beneficia di gratifiche economiche, conseguenti al matrimonio, riconosciute agli appartenenti all’esercito, mentre la D. si è indotta al matrimonio dopo essersi fatta rilasciare assegni postdatati e, nel corso del brevissimo matrimonio, si è anche fatta consegnare dal marito la somma di 110.000 dollari in contanti.” Il matrimonio tra i predetti durerà solo 28 giorni.

 

I motivi della decisione

Nel caso di specie, i giudici avevano respinto la domanda della ex moglie volta a ottenere l’assegno di mantenimento a suo favore.

In sede di merito, sia il Tribunale che la Corte d’Appello avevano respinto la richiesta di mantenimento avanzata dalla donna a seguito della separazione dal marito.

I giudici, infatti, giudici avevano rilevato come il matrimonio fosse durato solo 28 giorni, tra l’altro senza che i coniugi avessero convissuto insieme e senza che si fosse instaurata una vera comunione materiale e spirituale tra loro.

Non solo. Entrambe le parti si erano accusate di aver concordato il matrimonio per motivi estranei alla volontà di un’effettiva unione.

In questo contesto, i giudici hanno ritenuto inammissibile l’impugnazione della donna volta a ottenere una pronuncia a lei favorevole.

 

 

La difesa ritiene infatti che la breve durata del matrimonio non precluda il diritto all’assegno di mantenimento, ove di questo ne sussistano gli elementi costitutivi.

Per la Cassazione, la Corte territoriale ha espresso una corretta valutazione della vicenda prospettata dalla ricorrente. Soprattutto ai fini dell’acceleramento della sussistenza o meno del diritto all’assegno di mantenimento. E che, pertanto, abbia deciso di escluderlo.

Per la Suprema Corte non si è realizzata alcuna comunione spirituale e materiale tra i coniugi.

Ma anzi, l’unione avrebbe avuto solo fini economici. Insomma, non vi sia stata alcuna condivisione di vita e instaurazione di un vero rapporto affettivo qualificabile come affectio coniugalis.

Pertanto il ricorso della donna volto ad ottenere l’assegno di mantenimento è stato respinto ed è pertanto stato escluso il diritto a percepire l’assegno di mantenimento per la breve ovvero “brevissima” durata del matrimonio.

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e dell’Avv. Rosalia Cancellara

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