Sempre meno matrimoni, sempre più chi ci riprova
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Sempre meno matrimoni, sempre più chi ci riprova

ANNA MARIA SERSALE
Il Messaggero - Mercoledì 22 Aprile 2009

Aumentano le seconde nozze e sale l’età del fatidico sì. Le unioni civili sono un terzo del totale

Prima di arrivare al grande passo ci pensano a lungo, se il matrimonio va in pezzi ci riprovano, più consapevoli e maturi. I matrimoni sono in calo e durano sempre di meno, ma aumentano le seconde nozze, è questa la novità del rapporto presentato ieri dall’Istat.

Gli italiani si sposano tardi: il primo «sì» per i maschi è a 33 anni, quello delle femmine a 30. Tuttavia l’età non è garanzia di durata (il 18,5% dei matrimoni va in pezzi entro 4 anni, la percentuale sale al 21,9% tra i 5 e i 9 anni). Comunque in tanti, anche dopo dolorosi fallimenti, tornano alla carica e scelgono di risposarsi. I secondi matrimoni sono in aumento: 33.070 nel 2007 contro i 31.846 dell’anno precedente (il 13,2% del totale).

Insomma, dopo la rottura, molti si rimettono in gioco con un nuovo partner. Hanno più chance di successo? «In genere sì - sostiene Maria Luisa Missiaggia, avvocato esperto di mediazione familiare - Sono più maturi e fanno meno errori, comunque, risposarsi è una forma di fiducia nei confronti del futuro. Per esperienza professionale, posso dire che è sempre la donna che crede di più nel matrimonio. E’ poi sempre la donna, quando il rapporto è in crisi, a chiedere la separazione».

«Si risposano? Senza leggi di tutela per le unioni di fatto molti preferiscono le garanzie del matrimonio, ma c’è anche un’altra ragione, le nozze dal punto di vista affettivo sono più rassicuranti, sono una promessa di fedeltà», secondo Rita D’Amico, psicologa e ricercatrice del Cnr, autrice di libri sulle dinamiche della coppia, «i fallimenti lasciano un segno, ma non uccidono le nuove speranze».

Quanto alle seconde unioni anche la D’Amico pensa che siano meno conflittuali: «C’è una maggiore oculatezza nel valutare l’altro, la precedente esperienza negativa spesso rende più chiare le idee, tanto che si parte da una iniziale “contrapposizione”, affermando non voglio un compagno così e così...».
Aumentati anche i matrimoni con rito civile, non hanno ancora sorpassato quelli celebrati in chiesa ma in 15 anni sono cresciuti del 50%: «Erano 1 su 5 nel 1995, sono diventati 1 su 3 nel 2007 - spiega Giancarlo Gualtieri, uno dei ricercatori dell’Istat che ha condotto l’indagine - Ora rappresentano il 34,6% del totale, l’ultimo confronto rivela che si è passati dagli 83.628 del 2006 agli 86.639 del 2007».

E le separazioni e i divorzi? «Sono l’altra faccia della medaglia - sottolinea Gualtieri - L’aumento delle seconde nozze è legato alla loro crescita». Che cosa determina la rottura di una unione? «La scoperta di una relazione extraconiugale del partner - sostiene ancora Rita D’Amico - ma anche la minore tendenza all’adattamento, che la vita di coppia richiede, e la minore disposizione a rinunce personali».

E’ crollato il numero dei matrimoni. Le nozze celebrate in trent’anni sono quasi dimezzate: erano 419.000 nel 1972, sono 250.360 nel 2007. Un crollo dovuto all’aumento delle convivenze. A diminuire, in particolare, sono i primi matrimoni, ovvero la quota più consistente del totale delle celebrazioni: le nozze tra celibi e nubili sono passate da quasi 392 mila nel 1972 (il 93,5% del totale) a 217.290 nel 2007 (l’86,7% del totale).
Il calo delle prime nozze è il risultato della minore propensione delle coppie a sancire la loro unione con il vincolo del matrimonio: nel 2007 si sono registrati 524,5 primi matrimoni per mille celibi e 589,6 per mille nubili, valori di poco superiori a quelli del 2006 (rispettivamente 511,2 e 576,7) e pressoché dimezzati rispetto al 1972.

Confermata la rilevanza dei matrimoni in cui almeno uno dei due sposi è di cittadinanza straniera. Nel 2007 ammontano a 34.559, rappresentando il 13,8% del totale dei matrimoni.



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