FIGLI BAMBOCCIONI: NO AL MANTENIMENTO DEL FIGLIO SESSANTENNE!

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E’ possibile chiedere soldi ai genitori arrivati a 60 anni?? Ebbene si capita ma con scarsi risultati!

Per il Tribunale Civile di Modena: esiste un limite nel farsi mantenere dai genitori! E questo limite, si può fissare a 34 anni, in base alle statistiche italiane ed europee tra aspettativa di vita e occupazione.

 

Il giudice della Seconda Sezione del Tribunale Civile di Modena ha emesso nei giorni scorsi una sentenza (sent. n. 165/2018) in cui per la prima volta si afferma risolutamente che un uomo maturo deve provvedere a se stesso e non dipendere dai genitori.

I 34 anni di età sono stati fissati come limite massimo da una recente ordinanza del Tribunale di Milano, applicata per la prima volta a Modena ad un caso concreto
Dopo quell’età, dunque, un figlio non ha più diritto di pretendere dai genitori il mantenimento. Tanto più se a sessant’anni occupa l’appartamento della madre contro la sua volontà pretendendo di averne diritto e senza contribuire ad alcuna spesa.

 

Il caso.

Nella richiamata sentenza il Tribunale di Modena (sent. Trib. Modena 165/2018) in primo luogo prende atto del fatto che in Italia non è raro che i figli, anche dopo aver abbondantemente superato la maggiore età, permangano con i genitori nella casa natale. Tuttavia, il Tribunale ha anche precisato che nel nostro ordinamento non sussiste alcuna norma che attribuisce ai figli, divenuti maggiorenni, un “diritto incondizionato di permanere nell’abitazione di proprietà esclusiva dei genitori”, anche contro la volontà di questi, né di pretendere dai medesimi un mantenimento.

La procedura è stata avviata da una madre ultra ottantenne costretta ad auto ricoverarsi in una casa di riposo per ricevere l’appropriata assistenza che il figlio sessantenne  le negava, usandole spesso violenza; lo stesso pretendeva dall’anziana madre un mantenimento asserendo di non essere in grado di provvedere ai propri bisogni di vita.

La donna ha chiesto quindi al Giudice di ordinare al figlio di liberare l’immobile familiare, dato che glielo aveva concesso in semplice “comodato precario”, e di rimborsarle il denaro speso per il ricovero nella casa di cura. L’anziana donna, in precedenza, aveva anche mandato al figlio una diffida per obbligarlo a sgomberare. Il figlio replicava negando il “comodato precario”. Sosteneva che i genitori gli avevano permesso di stare nell’appartamento in adempimento spontaneo ad un obbligo di mantenimento dato che è privo di redditi e mezzi di sostentamento.

 

Il Tribunale di Modena ha ritenuto inaccettabile che un uomo di 60 anni restasse nella casa di famiglia senza contribuire alle spese, trincerandosi dietro un infondato obbligo di mantenimento da parte dell’anziana madre.

La Cassazione Civile, già nel 2014, aveva stabilito che “con il superamento di una certa età, il figlio maggiorenne, anche se non indipendente, raggiunge comunque una sua dimensione di vita autonoma che lo rende meritevole di diritti ma non più del mantenimento”.

Il Giudice inoltre ha ritenuto infondate le eccezioni dell’uomo dal momento che questi non aveva mai formulato una richiesta di alimenti alla madre né è stata fornita prova che la stessa abbia voluto adempiere spontaneamente ad un’obbligazione alimentare tenendo presso di sé il figlio.

E poi esiste la dignità come valore umano da non dimenticare mai!

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e dell’Avv. Vanessa Bellucci.

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