Il divorzio breve. I tempi delle nuove procedure

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Sempre di più gli accordi di separazione e divorzio velocizzano i tempi di definizione per le parti, coniugi e coppie di fatto, con risparmio di tempo e denaro. Accordarsi fuori delle aule giudiziarie favorisce anche l’applicazione della legge di negoziazione assistita. Dopo appena sei mesi dalla separazione con accordo può essere depositato il divorzio congiunto. Senza il tribunale con due Avvocati e il visto del PM, in appena 10 giorni trovate la libertà per un nuovo inizio. Anche se avete figli. Vediamo la procedura nel dettaglio.

 

Vediamo quali sono le novità introdotte dalle nuove norme in materia di divorzio breve (L. 55/2015 e L. 162/2014).

Con la riforma, si è voluto ridurre l’arco temporale di un’eventuale riconciliazione o ripensamento, ma non è stato compiuto il passo, più deciso, quello di eliminare la fase della separazione per giungere fin da subito allo scioglimento del vincolo matrimoniale.

 

La legge interviene con soli tre articoli che apportano i seguenti cambiamenti.

Anticipazione della domanda di divorzio.

L’art. 1 della nuova legge va a modificare l’art. 3 comma 1 lett. b n. 2 della legge n. 898/1970 che disciplina i casi di scioglimento del matrimonio.

Nelle separazioni giudiziali:

  • si riduce da tre anni a dodici mesi la durata minima del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che legittima la domanda di divorzio;
  • il termine decorre – come attualmente previsto – dalla comparsa dei coniugi di fronte al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale.

Nelle separazioni consensuali, anche in caso di trasformazione da giudiziale in consensuale:

  • si riduce a sei mesi la durata del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che permette la proposizione della domanda di divorzio;
  • il termine decorre analogamente dalla comparsa dei coniugi di fronte al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale.

Scioglimento anticipato della comunione legale.

La seconda novità riguarda lo scioglimento anticipato della comunione legale.

L’art. 2 modifica l’art. 191 c.c. inserendo un’ulteriore comma che prevede lo scioglimento della comunione legale: in caso di separazione giudiziale, nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, in caso di separazione consensuale, dalla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione dei coniugi dinanzi al presidente, purché successivamente omologato.

Prima la comunione legale si scioglieva con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione giudiziale o del decreto di omologa della separazione consensuale. Lo scioglimento non ha efficacia retroattiva e quindi non retroagisce fino al momento della domanda di separazione personale. Ciò comportava molteplici conseguenze di ordine negativo. In primo luogo il rischio che il patrimonio comune rimanesse immobilizzato, almeno per tutta la durata del giudizio di 1° grado per la separazione giudiziale, se non addirittura per altri due gradi di giudizio.

Applicazione della nuova legge ai procedimenti in corso.

L’art. 3 della legge, infine, disciplina la fase transitoria. Le nuove previsioni sulla riduzione dei tempi di proposizione della domanda di divorzio e di anticipazione dello scioglimento della comunione legale, si applicano alle domande di divorzio proposte dopo l’entrata in vigore della legge, anche quando sia pendente a tale data il procedimento di separazione personale che è presupposto della domanda.

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A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia

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