201702.10
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CONIUGE NON PAGA IL MANTENIMENTO … INTERVIENE IL FONDO DI SOLIDARIETA’ DELLO STATO

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia e della Dottoressa Vanessa Bellucci.
Con la legge 208/2015 (legge di stabilità), ex articolo 1 comma 414 e ss., è stato istituito in via sperimentale presso il Ministero della Giustizia, il fondo di solidarietà a tutela del coniuge che versa in stato di bisogno. Risultano in stato di bisogno tutti i soggetti con un ISEE uguale o inferiore ad euro 3.000,00.
Sono stati stanziati per l’anno 2017 euro 500.000,00 e per lo scorso 2016 euro 250.000,00.
Ai sensi del D.M. 15 dicembre 2016 (art. 1), hanno diritto ad accedere a tali fondi i coniugi separati con le seguenti congiunte caratteristiche: a) non sono in grado di provvedere al mantenimento proprio e dei figli conviventi, minori o portatori di handicap grave; b) non hanno ricevuto l’assegno di mantenimento da parte del coniuge obbligato.
Nel caso in cui ricorrano tali presupposti, l’avente diritto può rivolgere istanza alla cancelleria del Tribunale competente, ovvero a quello del luogo ove lo stesso risiede. Il Presidente del Tribunale o un giudice da lui delegato nei 30 giorni successivi valuta l’ammissibilità dell’istanza; in caso di esito positivo la trasmette al Ministero della Giustizia. Il Ministero avrà la funzione di anticipare all’istante le somme che avrebbe dovuto percepire dal coniuge obbligato, acquisendo contemporaneamente il diritto di rivalsa diretta su quest’ultimo.
L’avente diritto potrà attuare la descritta procedura senza alcun dispendio economico, in quanto l’art. 1 comma 415 della legge 208/2015 stabilisce che il procedimento posto in essere con la presentazione dell’istanza non è soggetto al pagamento del contributo unificato.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto 15 dicembre 2016 del Ministero della Giustizia, il Fondo risulta operativo.
E’ un progetto sperimentale attuato per dare sostegno a tutti quei coniugi risultati economicamente deboli in fase di separazione, e che non ottengono dalla parte obbligata il dovuto mantenimento.
L’idea è nobile! Tuttavia alcune domande sorgono spontanee: i fondi stanziati saranno sufficienti a soddisfare i bisogni di tutti gli aventi diritto? Il meccanismo processuale ideato (istanza dell’avente diritto al Tribunale e successiva rivalsa del Ministero sul soggetto obbligato al mantenimento) non ingolferanno ulteriormente il lavoro dei Tribunali italiani?
A questa seconda domanda si potrà rispondere solo tra qualche anno, per la prima sarà sufficiente riportare qualche dato:
dagli ultimi aggiornamenti Istat emerge che i matrimoni contratti in Italia sono mediamente 195.000 all’anno e le separazioni circa 92.000. Di queste circa 18.000 sono quelle giudiziali. Normalmente è da queste ultime che nascono le controversie patrimoniali tra i coniugi che, già in disaccordo al momento della separazione, continuano ad esserlo anche in seguito. Il numero non è certo esiguo! Prospettando un caso probabile in cui il coniuge in stato di bisogno abbia diritto ad un esiguo mantenimento di almeno euro 250,00 si avrebbe una somma complessiva di euro 4.500.000,00 (€250,00×18.000separazioni)… ben lontano, purtroppo, dalla previsione di budget stanziata presso il Ministero.

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