Assegnazione della casa familiare

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Quali le tutele contro la vendita dell’immobile prima dell’emissione del provvedimento di assegnazione della casa?

 

Assegno casa familiare

Una recente ordinanza emessa dal Tribunale di Roma, I Sezione Civile, ha stabilito che debba essere accolta la richiesta di sequestro conservativo del bene immobile, anche in pendenza di un giudizio di affidamento dei figli minori.

 

Il caso

La questione in esame si verifica nelle ipotesi in cui il genitore proprietario del bene immobile adibito a casa familiare, tenti di alienarlo a terzi prima dell’assegnazione provvisoria all’esito dell’udienza di cui all’art. 708 cod. proc. civ., in danno dell’altro genitore al quale, verosimilmente, verrà affidata la prole e, pertanto, assegnata la casa.

 

La normativa di riferimento

In prima battuta, è opportuno richiamare le norme cardine poste a fondamento della questione: ai sensi dell’art. 337 sexies del Codice civile, il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli; inoltre, a tenore del citato art. 708 del Codice di procedura civile, all’udienza di comparizione, il Presidente, sentiti i coniugi, dà con ordinanza i provvedimenti temporanei ed urgenti che reputa opportuni nell’interesse della prole.

 

Il precedente

Fermo restando i richiamati assunti normativi, giova ora passare in rassegna i punti chiave del dibattito dottrinale e giurisprudenziale che hanno condotto all’approdo odierno.

Una risalente giurisprudenza di merito ha ritenuto ammissibile il ricorso al sequestro conservativo dei beni del coniuge tenuto al mantenimento, tra i quali rientrerebbe la casa, anche prima della fissazione da parte del Presidente del Tribunale dell’udienza ex art. 708 cod. proc. civ.

Viceversa, l’orientamento prevalente di allora sembrava essere di avviso contrario, considerando paradossale affermare la configurabilità di un diritto prima della costituzione dello stesso, seppur in via provvisoria, all’esito dell’udienza di cui all’art. 708 cod. proc. civ.

Assegno casa familiare

 

A fronte della difficoltà di accordare, dunque, una tutela preventiva attraverso il ricorso ai rimedi cautelari, si è tentato di salvaguardare l’aspettativa abitativa della prole tentando di rendere la vendita dell’immobile inefficace ex post.

Il caso odierno, dunque, si configurerebbe ogniqualvolta il genitore proprietario abbia posto in essere l’atto di alienazione prima dell’udienza presidenziale; qualora, invece, questi abbia alienato il bene dopo l’assegnazione provvisoria di cui all’art. 708 cod. proc. civ., la stessa sarebbe comunque opponibile all’avente causa se trascritta ex art. 2645 cod. civ.

In quest’ottica, pertanto, si era ipotizzato di rendere inefficace l’atto di compravendita ricorrendo all’azione revocatoria.

Fino ad oggi, in definitiva, il genitore potenzialmente assegnatario risultava non tutelato, non avendo il legislatore previsto la trascrizione della domanda giudiziale di assegnazione, similmente a quanto fatto, al contrario, in relazione alla trascrivibilità del relativo provvedimento, sia esso definitivo o provvisorio.

Tuttavia, il recente arresto della Corte Suprema (Cass. Civ. n. 8202/2016) ha stabilito che l’assegnazione della casa familiare ad uno dei coniugi, cui l’immobile non appartenga in via esclusiva, instaura un vincolo opponibile anche a terzi per nove anni, e, in caso di trascrizione, senza limite di tempo.

 

In sintesi

Se è vero che i mezzi di tutela contro l’alienazione dalla casa familiare sono esperibili dopo l’assegnazione al coniuge affidatario, non risulta ancora certo se gli stessi siano utilizzabili in attesa del suddetto provvedimento.

Tuttavia, l’ordinanza del 2017 emessa dal Tribunale di Roma, Sez I Civile, che risulta avere già accordato un sequestro conservativo del bene in pendenza del giudizio di affidamento dei minori, lascia ben sperare in una prossima pronuncia a favore dalla tesi in base alla quale sia possibile applicare provvedimenti cautelari anche prima di ottenere il provvedimento definitivo di assegnazione.

Tale approdo risulterebbe favorevole per l’ordinamento, al fine di evitare alienazioni che compromettano diritti di terzi acquirenti, ma soprattutto quelli della prole interessata, poiché troppo spesso, in sede di separazione, ci si dimentica del minore che, approcciandosi alla vita sociale ed ai disagi che ne conseguono, ha bisogno di un luogo sicuro e familiare dove sentirsi protetto e sostenuto.

Assegno casa familiare 2

 

L’avvocato Missiaggia e il suo studio forniscono tutte le informazioni inerenti il diritto di famiglia tramite consulenza legale online.

A cura dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia

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