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Affido Condiviso

Lo Studiodonne offre una specialistica consulenza in ordine ai cambiamenti apportati dalla Legge sull’affido condiviso: Studiodonne ha seguito sin dall’inizio l’iter legislativo della proposta di legge sull’affido condiviso (Tarditi) con la pubblicazione di articoli e la prestazione di consulenze che chiariscono cosa e in che modo cambiano i rapporti tra i genitori. In relazione all’affidamento dei minori, all’assegno di mantenimento e alla casa familiare lo Studiodonne suggerisce le soluzioni migliori proponendo i percorsi della mediazione familiare che favorisce la conclusione di accordi tra le parti di certo più soddisfacenti di ogni provvedimento giuridico preso da un Giudice.

Oggi, ancora più di prima, nell’ottica di garantire un equilibrio ed una serenità per il minore, è necessario educarsi a mediare assumendo la consapevolezza di restare genitori per sempre anche in caso di scioglimento della coppia. Solo adoperandosi in tal senso, sarà possibile applicare nella pratica una legge che privilegia giustamente l’importanza di entrambi i genitori ciascuno per il proprio ruolo garantendone la potestà separata. Infatti l’inasprimento della lite e la mancata accettazione che entrambi i genitori sono essenziali alla crescita del minore ciascuno per il proprio ruolo, non potrebbe di certo favorire un affido condiviso rendendo ancora piiù faticoso il compito del giudice nel prendere una decisione nell’interesse del minore.

Alcuni chiarimenti sulla legge del’affido condiviso
Approvato dalla camera dei Deputati il 7 luglio 2005 in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge nn. 66, 453,643,1268,1558,2233,,2576,4027,4068, il disegno di legge n. 3537 diventa legge con l’apporovazione definitiva del Senato il 24 gennaio 2006 dopo il rigetto degli emendamenti proposti.

Cosa cambia
In via generale i figli restano affidati ad entrambi i genitori con affido condiviso anche in caso di disaccordo.
Con la nuova legge il giudice valuta prioritariamente se i minori restino affidati ad entrambi i genitori per garantire un rapporto equilibrato e continuativo con la madre il padre e le famiglie di origine oppure stabilisce a quale dei due vengano affidati determinando ogni modalità sia economica che relativa al diritto di visita in relazione all’interesse del minore.

2. L’affidamento esclusivo oggi concesso alla madre nel 90% non sarà più cosi automatico dovendo il Giudice valutare in via preventiva i motivi che escludono la patria potestà di uno dei due genitori ai quali dovranno essere affidati i minori in via generale in assenza di gravi motivi impeditivi.

3. Con l’affido condiviso entrambi i genitori conservano la patria potestà che viene esercitata separatamente e decidono in via paritaria di ogni questione relativa ai minori.

4. Restano salvi gli accordi tra le parti
E’ chiaro che il principio dell’accordo in virtù del quale le parti possono convenire diversamente da quanto prevede la legge (quindi affidamento esclusivo, assegno mensile di mantenimento e quant’altro) vengono valutati e omologati dal Giudice sempre che non siano contrari al’interesse del minore. Per evitare un inasprimento del conflitto tra coniugi, un’importanza rilevante assumono gli accordi presi tra le parti in ordine all’aspetto economico atteso che in caso di disaccordo ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in proporzione al reddito.
La legge parla di un assegno periodico che il Giudice stabilirà in relazione alle esigenze del figlio, al tenore di vita, ai tempi di permanenza presso ciascun genitore e alla valenza economica dei compiti domestici assunti da entrambi, previo accertamento tributario nei casi in cui non venga fornita adeguata documentazione fiscale.

Le disposizioni della presente legge si applicano anche alle separazioni e divorzi adottati prima dell’emanazione della legge mediante la presentazione di un ricorso chiedendo l’applicazione delle disposizioni dela presente legge.

Importante novità anche in ordine alla casa familiare il cui diritto al godimento decade nel caso in cui l’assegnatario cessi di abitarvi stabilmente o viva more uxorio o contragga nuove nozze.
 



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