COME VIENE DISCIPLINATO L’AFFIDMENTO ESCLUSIVO DEL MINORE NEL NOSTRO ORDINAMENTO?

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A cura dell’ Avv. Missiaggia e dell’Avv. Fenoaltea.

L’articolo 337 quater del Codice Civile, prevede l’affidamento esclusivo dei minori ad uno solo dei genitori quando il giudice ritiene che l’affidamento all’altro genitore sia contrario agli interessi del minore.

Cos’è l’affidamento esclusivo?

Prima di parlare dell’affidamento esclusivo occorre fare un po’ di chiarezza su cosa si intende per affidamento condiviso.

L’affidamento condiviso disciplina l’affidamento dei figli in seguito alla cessazione della relazione affettiva e della convivenza fra i genitori: qualora non sia disposto diversamente il regime di affidamento è quello condiviso.

Il “modello” a cui, salvo eccezionali ragioni, il Giudice deve fare riferimento, è quello dell’affidamento condiviso, poiché è il più idoneo a consentire ai minori di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con i genitori. Ebbene con l’affidamento condiviso entrambi i genitori partecipano alle decisioni di maggiore e minore importanza per il proprio figlio.

Ci sono però dei casi in cui la regola dell’affidamento condiviso non è applicabile.

L’articolo 337 quater del Codice Civile, prevede l’affidamento esclusivo dei minori ad uno solo dei genitori quando il giudice ritiene che l’affidamento all’altro genitore sia contrario agli interessi del minore.

Occorre, quindi, chiedersi quali siano i presupposti che legittimano questo tipo di affidamento. Come detta la norma, il criterio da seguire è sicuramente quello dell’esclusivo interesse dei minori.

Attualmente, grazie alle recenti riforme che hanno modificato l’assetto legislativo del 1975, è stabilita la possibilità di sentire il minore nei procedimenti che lo riguardano, al fine di tutelarlo dai danni derivanti dalla disgregazione del nucleo familiare. Il giudice dovrà quindi valutate attentamente la soluzione più idonea ad assicurare il migliore sviluppo della personalità del minore.

L’affidamento esclusivo viene, quindi, consentito quando uno dei genitori, manifesta una grave inidoneità educativa tale da rendere l’affidamento condiviso in concreto pregiudizievole e contrario all’interesse esclusivo del minore.

Come tutti i provvedimenti giudiziali, anche la sentenza e/o l’ordinanza che stabilisce l’affidamento esclusivo deve essere particolarmente motivata. La motivazione deve stabilire in modo chiaro quale sia il pregiudizio potenzialmente arrecato ai minori da un affidamento condiviso, ma, soprattutto quale sia l’inidoneità educativa del genitore.

Tuttavia, anche in caso di affidamento esclusivo, va rispettato il più possibile il principio della bigenitorialità, da intendersi quale presenza comune dei genitori nella vita del figlio, idonea a garantirgli una stabile consuetudine di vita e salde relazioni affettive con entrambi. Infatti, con l’affidamento esclusivo il genitore non affidatario nè perde il diritto di visita del figlio, nè la responsabilità genitoriale sul minore, come erroneamente si crede, ma è solo prevista una sua restrizione.

Dagli ultimi risultati ISTAT si può dedurre che, in Italia nell’89,4% dei casi l’affidamento è congiunto, mentre i figli affidati esclusivamente alla madre raggiungono una percentuale del 8.9%, ed il rimanente 2% sono i figli dei genitori che vivono soli con il papà.

CASISTICA GIURISPRUDENZIALE SULL’AFFIDAMENTO ESCLUSIVO.

Facciamo alcuni esempi in cui il giudice ha disposto l’affidamento esclusivo del minore.

Recentemente è stato disposto l’affidamento esclusivo di un minore che ha manifestato al giudice le sue difficoltà di relazione con il padre, al punto di rifiutare anche solo di incontrarlo.

Un altro recente caso di affidamento esclusivo ha trovato fondamento nel comportamento del padre, il quale manifestava una incapacità di controllarsi con gesti e parole.

L’affido esclusivo può essere altresì disposto quando viene provata l’alienazione parentale: ossia quando un genitore con la “personalità manipolativa”,  allontana fisicamente e psicologicamente i figli dall’altro genitore.

Senza arrivare alla alienazione parentale, anche la costante violazione, da parte di uno dei genitori, delle modalità relative all’esercizio del diritto di visita, violando così il primario diritto dei figli minori di mantenere rapporti continuativi con entrambi i genitori, può indirizzare il giudicante verso l’affidamento esclusivo.

Infine, anche l’inadempimento dell’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento in favore del figlio, ovvero l’esercitare in modo discontinuo il diritto di visita, è motivo di affidamento esclusivo, poiché è indice del totale disinteressamento da parte di uno dei genitori.

Abbiamo citato solo i casi meno gravi, poiché esistono delle situazioni in  cui il giudice è obbligato a prevedere l’affidamento superesclusivo, per esempio quando un genitore versa in stato di dipendenza da alcool o droga, o quando ha subito condanne penali per reati gravi. In questi casi, però, è proprio il codice civile all’art. 330 a stabilire che, qualora un genitore venga condannato per alcuni reati previsti dal codice penale ( es. ar. 570, 571  cp) il genitore perde la cd. “responsabilità genitoriale”: in questo caso anche il diritto di visita è compromesso.

Quando non viene previsto l’affido esclusivo?

Viceversa, è stata invece escluso l’affidamento esclusivo: a fronte della relazione omosessuale di uno dei genitori, non incidendo di per sé sul rapporto genitori/figli e sul suo sviluppo psicofisico.

Infine, occorre specificare che  la distanza esistente tra i luoghi di residenza dei genitori, non è motivo di affidamento esclusivo, poiché essa incide solo sulle modalità della presenza del minore presso ciascun genitore, ma non sulla genuinità delle scelte di maggiore importanza per il figlio.

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